Piastri perfetto, amarezza Leclerc

Se parti in pole e non vinci la gara, un po’ d’amaro in bocca ti rimane. Se è la quarta volta di fila che ti succede in Azerbaijan, l’amaro diventa ancora più pungente. Charles Leclerc non è riuscito a trasformare in vittoria la sua magia del sabato, subendo il sorpasso decisivo pochi giri dopo il cambio gomme e poi non riuscendo più a passare un Oscar Piastri, praticamente perfetto.

L’australiano ha cominciato a volare una volta messe le Pirelli bianche, le più dure a disposizione. Se con le gomme media la Ferrari di Charles volava, fino a prendersi anche 5”9 di vantaggio su Piastri, dopo il pit stop la situazione si è ribaltata.

Piastri al ventesimo giro ha infilato Charles con un attacco profondo e improvviso, simile a quello portato al suoi compagno di squadra a Monza. Charles forse è stato un po’ morbido nella difesa, ma probabilmente credeva di potersi rifare con il drs a suon favore. A quel punto è così rimasto incollato alla McLaren, ha tentato quattro o cinque volte l’attacco, ma non è mai riuscito a mordere. E alla fine quando le sue gomme hanno ceduto, ha dovuto preoccuparsi di difendersi su Perez, almeno fino al crash finale tra il messicano e Sainz. “Le gomme erano così andate che ho temuto di finire contro un muro”, ha detto Charles ammettendo che in conclusione “non è stata una bella giornata per il team”.

Lo è stata invece per la McLaren che ha aggiunto alla vittoria di Piastri, il quarto posto di Norris (più il punto del giro veloce), andando in testa al mondiale Costruttori con 20 punti di vantaggio sulla Red Bull. In una giornata nera per Max Verstappen (solo 5°) l’unica consolazione è che ha perso solo tre punti su Norris che ha pagato carissimo l’errore in qualifica, la Red Bull stava per finire sul podio con Sergio Perez. Invece, dopo aver tentato di attaccare Leclerc al penultimo giro, ha subito l’attacco di Sainz per poi concludere la gara contro un muro dopo il devastante crash con Sainz. La gomma posteriore sinistra della Ferrari ha incocciato l’anteriore destra della Red Bull di Sainz e il botto è stato durissimo. Un incidente di gara, un concorso di colpe, che purtroppo distrugge la bela rimonta di Sainz e un possibile doppio podio ferrarista che avrebbe avuto un bel peso nella classifica Costruttori.

Share Button
umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.